Ciaf Ciaf, “Bagnetto” time

Il bagnetto per noi non è mai stato un problema, anzi è un momento di grande piacere e divertimento.

Certo, ricordo ancora il primo bagno, quando chiesi al babbo di farlo per me perchè mi sentivo così agitata…avevo paura di non essere capace, di farle male o che mi scivolasse dalle mani. Quella volta stavo soltanto a guardare, tremando quando la mia bambina cominciò a gridare come un’ossessa e soffrendo perchè non sapevo bene cosa stava succedendo.
Il secondo bagno fu più o meno la stessa storia: grida, pianti e quel corpicino che si divincolava, mentre io non vedevo l’ora che fosse tutto finito! Pensavo che sarebbe stata una tragedia: se ogni  volta doveva essere la stessa storia, non ce l’avrei mai fatta.
In realtà non c’era nessun rischio: usavamo una di quelle vaschette di plastica anatomiche che si incastrano nel fasciatoio, quindi all’altezza giusta per muoversi senza problemi e con un piano d’appoggio su cui si trovavano i milioni di bagnocreme, saponi, profumi e accessori perfettamente inutili che ci avevano regalato alla nascita.
(Neo mamme credetemi: almeno metà di questi acquisti sono soldi buttati!) 

Io però mi preoccupavo, allora pensammo ad uno stratagemma: mi sarei infilata nella mia amata vasca da bagno e l’avrai lavata lì dentro. Stando fra le mie braccia forse di sarebbe sentita più sicura. E difatti funzionò: smise di piangere e cominciò a conoscere l’acqua poco a poco, fino a farci amicizia e divertirsi.
Le prime volte lo facevamo lo stesso in due perchè, al momento si uscire dalla vasca avevo paura di scivolare e cadere con lei, così quando il babbo ripartì e rimanemmo sole, chiamavo mia nonna perchè venisse a tirarla fuori e la avvolgesse nel suo accappatoio, uno di quegli asciugamani con un angolo ripiegato a mò di cappuccio. Ma presto le cose diventarono molto più semplici e naturali e il bagno diventò un momento atteso quasi con impazienza.

E così oggi mi posso permettere di lavarla in una semplice, enorme bacinella, in cui ogni volta tenta di ficcarsi ancora vestita, non appena vede l’acqua. Qui abbiamo la fortuna di un sole estivo praticamente ogni giorno, che filtra dalla finestra e riscalda naturalmente. Così la lascio sempre a sguazzare un pò, prima di passare al “lavaggio” vero e proprio e non uso nessuno di quei “giochini da bagno” che venivano nella scatola dei regali perchè se no…non riuscirei più a tirarla fuori!
Inoltre adesso, c’è una nuova fase ancora più bella: il massaggio dopo il bagnetto!
Una volta asciutta per bene, la stendo e la cospargo con un olio alle mandorle per bambini , massaggiando tutto il corpicino e concentrandomi soprattutto sui piedini: una sana sessione di riflessologia plantare su un bambino dura solo pochi minuti ed è davvero benifica, non soltanto per loro ma anche per noi, che rafforziamo così la relazione e ci sentiamo davvero meglio per riuscire a prenderci cura totalmente dei nostri bambini anche con quelle pratiche che ci piacciono tanto!

4 commenti

    • Eheh,povero! Dovresti cercare di farlo rilassare poco a poco: in realtà dopo il bagno dovrebbe rilassarsi (e stancarsi) naturalmente, ma se no puoi aiutarti facendolo poppare un pò, cercare una sistemazione comoda, distraerlo e poi attirare l’attenzione sul suo corpo. Sentirsi toccare lo aiuta a “percepire” appunto il suo corpo e toccarsi da solo è importante per la conoscenza di sè. Cerca anche di capire quali sono le parti che lo irritano se massaggiate e quelle che invece gli fanno piacere e prova a cominciare da lì!

      • Ahhhhh il massaggio!!
        Secondo me dovrebbero insegnarlo nelle scuole! E’ la miglior pratica di cura e conoscenza senza eguali.
        Comunque sapendo della passione della piccola per l’acqua mi rincuora tantissimo!! Vedi? E’ già un punto a mio favore sul regalo che le feci come animale guida……
        😉

      • Assolutamente daccordo sul massaggio!
        Il regalo poi è molto più utile di quanto immagini…è diventato il personaggio di uno dei miei racconti! Spero di farvelo leggere presto 🙂
        Bacini

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