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Tortelli e pargoli

Com’è ormai tradizione, la vigilia di Natale tutti gli amici che rientrano in Italia si incontrano con quelli che ci stanno sempre per la classica cena a base di TORTELLINI ed i tortellini, naturalmente, li prepariamo noi!

Purtroppo quest’anno siamo arrivati un pò tardi e quindi era praticamente già tutto pronto, restavano solo da preparare gli antipasti ed apparecchiare la tavola.
Ma i cambiamenti alla tradizione sono stati ben altri…che sia un segno del tempo che avanza? (e della vecchiaia che incombe, sig!)
Innanzitutto niente aperitivi, forse perchè mancava il maestro, che però ci ha mandato un buon vinello e così si è beccato comunque un bel brindisi in suo onore. (Grazie!)
Ma soprattutto la grande novità è stata negli invitati: infatti intorno alla nostra tavola c’erano ben 5 pargoli e dunque è stata una deliziosa vigilia dei piccoli!

C’erano i toscanissimi Marta e Andrea, la mia quasi peruviana, l’italo/portoghese Diego arrivato dalla Danimarca e la più piccola, Bianca, atterrata direttamente da Londra con il suo quarto di sangue americano ed un look very Christmas!
Vederli tutti insieme mentre si rubavano i giocattoli,  mangiavano le figurine del WWF, facevano volare le macchinine e correre i palloncini era uno spettacolo davvero unico! Un segno evidente di come le cose inevitabilmente cambiano ma restando sempre un pò uguali…
Così ci si chiedeva cosa succederà a questi piccoli una volta diventati grandi, se resteranno anche loro amici degli amici dei genitori o se invece si perderenno semplicemente. E in realtà poco importa, perchè ognuno sceglierà la strada che preferisce, quella che li farà sentire bene, proprio come in quei momenti ci sentiamo bene noi.

E intanto ancora un’altra cena dei tortelli è passata…

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La Inmortalidad Perdida


Domenica scorsa abbiamo partecipato ad una bella conferenza su Pachamama e mondo andino, e naturalmente c’era anche la mia bambina!

All’inizio l’avevo lasciata a casa con i nonni perchè io dovevo controllare il proiettore ecc.,dato che avrebbero presentato anche i miei video 🙂
poi, una volta che niente era a posto ma la conferenza era già iniziata, sono corsa a casa a prenderli tutti.

Quando siamo arrivati in teatro la sala era in silenzio, le persone attente e le uniche voci erano quelle che venivano dal palco, ma pare che la mia gordis ami stare al centro dell’attenzione, o per lo meno ama parlareparlareparlare…così ha iniziato a ribattere, con la sua vocina ad ultrasuoni ed un linguaggio molto simile al quechua
anche se mi faceva morire dal ridere, forse disturbava. Quindi l’ho presa e siamo uscite ed ho scoperto che non era l’unica minorenne presente: in una sala attigua c’erano anche Pietro e la piccola Olivia (2 anni poco più), due fratellini meravigliosi che giocavano con il babbo correndo qua e là, mentre la mamma era seduta piantata in prima fila ad ascoltare gli insegnamenti della Madre Terra.

E’ stato come un flash: rendersi conto che queste creature sono il nostro futuro, che questa stessa Terra sarà in mano loro e che spetta anche a noi genitori insegnargli a rispettarla ed amarla, così come stiamo cercando di imparare a fare.
Spero davvero che tutte queste piccole, grandi cose siano passi nella giusta direzione e che ci siano sempre tante mamme con il desiderio di condivedere la loro crescita continua anche con i propri figli.
Grazie mamma Silvia!

E naturalmente faccio vedere anche a tutti voi la mia ulima fatica video 🙂

Tutti al mare

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..ormai pare che l’estate sia davvero alla fine…
ma non è estate senza mare
quindi il fine settimana scorso ho deciso di portare la mia piccina in spiaggia per la prima volta!
Ero emozionata, perchè io amo il mare sopra ogni cosa e quindi mi faceva un certo effetto condividerlo con lei e scoprire come avrebbe reagito…e non nego che all’inizio son rimasta un pò perplessa

Intanto devo passare in farmacia a comprare una crema per bambini
– Protettiva? – chiede il farmacista
– No, direi che un abbronzante a 4 mesi sia l’ideale! Ma sei scemo?! – penso io
E subito dopo penso che quel che resterà del flacone lo vado a depositare in banca perchè 250ml alla modica cifra di 19.30 euro vanno assicurati.
Va beh, vorrà dire che risparmieremo sull’ombrellone. Così ne ho riesumato uno dalla soffitta che avrà più o meno la mia età, e racconta di quando i miei genitori ci portavano ogni agosto sull’allora mitica cote d’azur

Una volta arrivate, scelto il punto strategico fra i campi del torneo internazionale di fresbee (?!) e steso l’asciugamano, ci siamo sedute ed ho cercato di farle conoscere la sabbia…tragedia!
Ha cominciato a fare delle facce strane, poi a ritrarsi ed agitarsi e alla fine si è messa a piangere!
Superato lo shock (mio, naturalmente) ci siamo avvicinate al mare e allora ho ritentato l’esperimento: la sabbia bagnata del bagnasciuga è più simile alla terra – ho pensato – quindi forse…ma lei non conosce nemmeno la terra! Mica cammina!!
Ecco, ho realizzato un pò tardi, ma l’esperimento pareva comunque riuscito perchè adesso era molto più tranquilla e curiosa, però sempre più attratta dall’acqua che dalla terraferma! Evvai!
Il sole che rifletteva sulle onde e faceva meravigliosi giochi di luce, aveva conquistato la sua attenzione e naturalmente il contatto con l’acqua è stato un successo: anche lei adora l’acqua e il bagnetto, per me, non è mai un problema, anzi il problema di solito è tirarla fuori!

Quando siamo tornate all’ombrellone e ci siamo “risistemate” ho deciso di ritentare con la sabbia e stavolta è andata un pò meglio: la lasciavo cadere piano sulle sue gambe, sui piedini e anche sulle mani e allora era più incuriosita che infastidita. Meno male!
La sera poi ho scoperto che in realtà è una cosa abbastanza normale e che quasi tutti i bambini all’inizio hanno un pò paura, o per lo meno rimangono perplessi…rimeno male!
E alla fine ci siamo godute la vista del mare stese sul telo a pancia sotto: la guardavo e sembrava una “donna fatta” – come direbbe mia nonna – appollaiata lì, a guardare i pescatori che svuotavano le reti con le arselle.

Ed era bellissima con il suo costumino nuovo! Peccato che per sfoggiare gli altri dovremo aspettare la prossima estate… e allora almeno mettiamoli in mostra: li trovate tutti “nell’armadio“!

Il “caso succhiotto”

Oggi l’ho fatto.
Ho contraddetto una convinzione pre-mammatica.
Si, perché è facile parlare dall’esterno, quando puoi ancora pensare in maniera fredda, distaccata e riposata.
Tutto cambia però quando lo sfinimento prende il sopravvento ed alla stanchezza da nottata si aggiunge quella da “tetta al vento”.

Oggi stava andando tutto bene: stavamo mangiando un gelatino con una vecchia amica che non rivedevo dai tempi di NY, approfittando delle due ore che le restavano fra un treno e l’altro quando mia figlia, già cosciente è responsabile, ci ha avvisate che il tempo era scaduto con un’improvvisa crisi isterica!
Siamo corse alla stazione, ho frenato la macchina nel primo posto possibile, ho salutato con noncuranza la mia amica senza neanche pensare a tirar fuori le sue borse dal bagagliaio ed invece ho tirato fuori la mia tetta dal reggiseno con la stessa noncuranza, preoccupandomi solo di far tacere quella campana mentre iniziava a suonare quella del tipo a cui avevo bloccato il passaggio e quell’altra del cellulare.
Da lì in poi è stata tutta un’escalation in cui l’avrò tirate fuori e dentro almeno 20 volte, perché erano l’unico placebo alle grida continue di una serata no.

Allora l’ho fatto:
ho preso il CIUCCIO che all’inizio non volevo nemmeno scartare, lo stesso per cui ho esultato il giorno in cui l’hai sputato disgustata in faccia a tuo padre che insisteva tanto e…beh, l’ho preso e te l’ho messo in bocca.
Naturalmente l’hai sputato di nuovo, ma stavolta invece di esultare ci ho sparato sopra il tuo rimedio per l’aria in pancia, quello dolce che ti piace tanto, e l’ho delicatamente tenuto premuto sulla tua bocca sdentata finché non ho iniziato a sentire: ciup ciup!

Immediatamente i miei stati d’animo si sono alternati ed alterati: da un lato ero contenta che forse avrei potuto limitarmi a “cacciare la tetta” solo per i pasti, ma subito dopo son stata divorata dai sensi di colpa perché forse ti stavo creando un vizio che avrei potuto evitare e poi sarebbe stato difficilissimo togliertelo quando fosse arrivato il momento e magari non avresti più mangiato a sufficienza perché avresti succhiato molto meno dalla tua tanto amata latteria e allora forse potrei chiedere al centro per l’allattamento se ho fatto bene ma so che loro direbbero che ho sbagliato perché sono contrarie e invece tuo padre dirà che va bene perchè non posso fare lo strip ogni volta che apri bocca e tu intanto continui a succhiare ma da lì non esce niente e penso che presto ti stancherai ma tu invece stavolta non lo sputi e però non ti calma per un cavolo anzi sei più sveglia di prima e mannaggia cos’ho fatto si potrà mai rimediare ma vabbè che sarà mai tutti i bambini prendono il ciuccio ma io speravo che tu non ne avessi bisogno e…

Sono stanca. Finalmente la mia panciona si è addormentata. Per ora il ciuccio lo lasciamo ai casi di emergenza. Intanto però vorrei sapere il parere delle altre madri…

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