I Balocchi Incantati di Alice

Quando mia figlia era piccola avevo scritto per lei alcuni brevi racconti

che leggevo stampati su semplici fogli A4, rigorosamente riciclati. Era piacevole certo, ma nel frattempo mi chiedevo perchè mai fossi così negata nel disegno… “Sarebbe tutta un’altra storia – pensavo – se queste paginucce fossero anche accompagnate da belle immagini colorate, allegre, divertenti.”
Ma si sa che ognuno ha il suo talento (anche più di uno) e una volta scoperto va coltivato e curato proprio come una piantina, annaffiandolo e dandogli luce e amore per vederlo crescere brillante e vigoroso, finchè lo stelo si trasformerà in fusto e alla fine ci ripagherà con dei bei frutti succosi.

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Bozzetto1 (scartato) per “I balocchi incantati di Alice”

Lavorando a scuola ho imparato che uno dei compiti più importanti dell’insegnante è proprio quello di aiutare i ragazzi a scoprire i propri talenti, a riconoscerli ed imparare ad amarli, indirizzarli verso percorsi di formazione specialistici e, finalmente, vederli fruttare.
A volte è complicato guidarli nelle intrecciate trame dell’adolescenza, dove la luce sembra sempre un po’ fioca, i sassolini del cammino montagne insormontabili e l’uscita una porta sempre troppo piccola e lontana; altre volte invece le loro passioni sono fin troppo evidenti ma hanno comunque bisogno di essere incanalate, consigliate e – soprattutto – appoggiate.

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Bozzetto 2 per “I balocchi incantati di Alice”

Giuliana apparteneva al secondo gruppo. La vedevo in classe ogni mattina, faceva la terza in una scuola media di un quartiere periferico di Prato, città natìa di entrambe, e disegnare, colorare, creare sembravano la sua ragione di vita. Durante le lezioni che trovava più noiose lei si metteva a disegnare; a ricreazione realizzava ritratti o figurine manga per i compagni e appena possibile, trasformava i compiti assegnati in vere e proprie opere artistiche. Ricordo i suoi video per italiano o inglese degni dei migliori youtubers; gli inviti per il musical scolastico; l’animazione per la tesina di fine anno…
La guardavo ogni giorno, in classe, con quel talento e la timidezza che lo faceva più piccolo, e non mi sembrava giusto. Ci pensai e ripensai, poi decisi di farle la proposta davanti ad un gelato (dopo essermi presentata ai genitori e aver informato anche loro) perchè insegna più l’esempio che le parole, si dice. Allora io sarò l’esempio di colei che crede nei propri sogni, Giuliana mi accompagnerà?

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Bozzetto 3 (scartato) per “I balocchi incantati di Alice”

Così sono nati I balocchi incantati di Alice. Le ho fatto leggere quelle stesse storie stampate su carta straccia e lei gli ha dato vita, creando personaggi e scene che rispettavano le descrizioni iniziali ma che sapevano di Giappone, grazie al suo tocco magico.
Nel frattempo un’amica di Terni conosciuta a Lima quando ancora vivevo da expat, mi aveva messo in contatto con il direttore di una casa editrice speciale, la Morphema Editori. Sono entrata subito in sintonia con Fabio, che aveva già letto Killa, la stella principessa e ha detto ““. A quel punto stavamo faceva sul serio e, poco alla volta, il progetto ha preso forma: i balocchi che avevo visto nella cameretta di mia figlia (Alice è il suo secondo nome) sono diventati dei personaggi fantastici che volevano non soltanto far divertire, ma anche insegnare qualcosa ai piccoli grandi maestri di casa.

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Uno degli ultimi lavori di G. Ercolano

Durante la lavorazione, purtroppo, sono successe anche cose spiacevoli che hanno avuto un riflesso sul libro… Prima uno stop temporaneo nel lavoro dovuto alla malattia improvvisa di mia madre, a cui è dedicata l’opera, terminata dopo che se ne fu andata con l’allegria di sapere che se anche non avrebbe mai potuto vedere il lavoro finito, almeno ne aveva seguito l’andamento. Poi ci fu anche la partenza di Alessia, un’amichetta di mia figlia portata via dallo stesso male che un paio di anni fa ci tolse Obi, altro coetaneo della mia piccola Alice. In onore a loro e nella speranza che mai nessuno debba più vivere un dolore simile, ho deciso di donare parte del ricavato alla Fondazione Meyer di Firenze

Comunque sia, ce l’abbiamo fatta! Il libro è finalmente finito, stampato e distribuito su Morphema e in tutte le migliori librerie online:

IBS Feltrinelli
Mondadori Store
Amazon
Librerie Coop

E adesso aspettiamo con ansia di poter nuovamente uscire di casa per organizzare qualche presentazione bella e divertente, proprio come I Balocchi di Alice aspettano con ansia che arrivi la notte perchè quando le luci si spengono e lasciano che il buio riprenda il suo posto, in quella casa succede qualcosa di magicoI Balocchi prendono vita, vanno in giro, giocano e raccontano storie. Storie semplici ma ricche di messaggi importanti per i bambini e per gli adulti che li accompagnano verso la Felicità.

Ci accompagni anche tu?