Prima intervista per “I Balocchi incantati di Alice”

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Com’era già successo per gli altri libri (Mamme Italiane nel Mondo e Killa, la stella principessa)

anche I balocchi incantati di Alice hanno avuto la loro prima intervista!

Lara di sentimentalibri mi ha fatto qualche domanda su di me, ma soprattutto sul libro: idea, progetto, disegni.
E una domanda finale (relativa al lookdown in cui ci trovavamo) a cui non avevo mai pensato prima:
” Se dovessi aggiungere una storia alla tua raccolta per raccontare questo periodo quale giocattolo faresti animare? E che cosa racconterebbe? “

Naturalmente per sapere la risposta basta arrivare fino in fondo all’intervista!

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I balocchi incantati di Alice

“Alice: E’ impossibile.
Cappelaio Matto: Solo se pensi che lo sia”

E’ con questa citazione di “Alice in Wonderland” che Valentina Russo sceglie di introdurci alla sua raccolta di fiabe, “I balocchi incantati di Alice” edito da Morphema Editrice.
E’ notte in casa di Alice, quando i suoi giocattoli improvvisamente prendono vita in cinque dolcissime storie, che si concludono tutte con un insegnamento e una morale. I giocattoli di Alice presentano sentimenti forti e vivono piccole, grandi avventure: c’è un orso che desidera diventare amico di una giraffa, e si traveste da coniglio per non spaventarla; un triste lama venuto da lontano, che gli altri giocattoli decidono di aiutare, una bambola di pezza che ama il rock, e viene criticata e invidiata dalle altre bambole, e tanti altri.
Inoltre questo libro partecipa ad una buona causa in quanto i devoluti saranno donati all’Ospedale pediatrico Meyer.

Ho proposto all’autrice di parlarci di persona del suo libro in questa breve intervista

– Valentina,”artista ed insegnante” con una internazionale: parlaci un po’ di te.

“Tecnicamente sono artista perché laureata in DAMS cinema, ma in realtà lo sono sempre stata. Ho cominciato a bazzicare il teatro da ragazzina, conoscendo grandi registi italiani che mi hanno messo subito in collaborazione con artisti e mondi stranieri, ad esempio Eugenio Barba e il suo “Teatrum Mundi”; Paolo Magelli che mi ha portato al Festival Iberoamericano de Teatro di Bogotà con una compagnia Ungherese; Jodorowsky – padre e figlio – con cui ho filmato un documentario in Messico o Judith Malina, con cui ho lavorato quando mi sono trasferita a New York proprio per entrare a far parte del “Living Theatre”. Nello stesso periodo, sempre nella Big Apple, mentre collaboravo con una produzione cinematografica messicana, mi sono formata come insegnante di lingue per piccolissimi secondo il “Metodo Thibauth”, che permette di lavorare con bambini dai 10 mesi in su tramite canzoni e teatrini. Nel 2008 ho deciso di condividere un po’ di tutto quello che avevo imparato e sperimentato con chi aveva meno possibilità e sono partita per un progetto di volontariato in una scuola del Perù. Qui è cambiato tutto perché ho conosciuto il mio attuale marito, è nata nostra figlia e sono rimasta ad Arequipa per ben 10 anni, lavorando sempre come insegnante ed arte terapeuta, traducendo alcuni libri per Piemme e pubblicando il mio primo “racconto da fare”, ricco di attività creative e di riflessione per i piccoli lettori.
L’anno scorso siamo rientrati in Italia, dove continuo a lavorare come insegnante di scuola media e mi sto formando come facilitatrice del “Metodo Psicofiaba” di P. Biato.”

– Com’è nata l’idea di questa raccolta di fiabe?

” La scrittura è sempre stata la mia passione. Che fosse un diario, una tesina, un romanzo incompiuto, un blog, un tovagliolino al bar o un pezzo di carta igienica, tutto andava bene per mettere nero su bianco i miei pensieri e le mie emozioni.
Quando è nata mia figlia ho cominciato a pensare a tutte le cose che avrei voluto insegnarle e al miglior modo per farlo, così ho scritto delle storie che avevano come protagonisti proprio i giocattoli che vedevo in camera sua. Le storie erano lì, ben nascoste nel mio cassetto, quando un editore mi chiese di ristampare “Killa, la stella principessa” (il mio primo libro realizzato tramite crowdfunding). Allora gli dissi: “Perché, invece, non facciamo un libro nuovo?” I racconti gli piacquero e mi offrì subito la possibilità di stampare anche immagini a colori.”

– Vuoi parlarci anche delle illustrazioni?

” Fra tutti i miei alunni, c’era una ragazzina di terza media che mi aveva colpito particolarmente, forse perché mi ricordava un po’ me stessa. Vedevo una luce abbagliante nei suoi occhi quando faceva ciò che le piaceva e una sorta di immediato disinteresse per tutto il resto. Quindi decisi di fare ciò di cui probabilmente avrei avuto bisogno anch’io: la spronai ed incoraggiai a portare avanti la sua passione per il disegno, proponendole di creare le illustrazioni per il mio libro. Accettò subito. Le detti una copia delle storie e carta bianca sulla loro interpretazione grafica. Giuliana ha realizzato, con il suo stile personale, 3 disegni per ognuna di queste e la copertina del libro.
Quando guardo quelle immagini non solo la vedo, ma riesco proprio a sentirla: percepisco il suo dolore nelle lacrime del Lama che non poteva camminare, mi arriva la rabbia della Bambola che attacca chi non accetta le regole della società, assaporo la gioia di Alice mentre fa il bagnetto con la sua Balena che non sa nuotare. Sono molto soddisfatta delle illustrazioni, soprattutto per quello che rappresentano, al di là di ciò che sono.”

– Infine questo periodo strano e anomalo pone tante sfide per grandi e piccoli. Se dovessi aggiungere una storia alla tua raccolta per raccontare questo periodo quale giocattolo faresti animare? E che cosa racconterebbe?

” Se dovessi scrivere una storia sul periodo di reclusione che abbiamo vissuto, sicuramente darei voce alla Ballerina del carillon. Obbligata a fare avanti e indietro nel corto spazio che va da un estremo all’altro del suo pianoforte, come noi fra le mura di casa, continua a ballare ininterrotta, cercando libertà nelle sue piroette e sollievo nella musica che sempre l’accompagna. Con il suo vestito immacolato, la pettinatura perfetta e il trucco impeccabile, affronta le giornate come la presentazione di una messa in scena importantissima e ci ricorda che, nonostante tutto, ogni giorno della nostra vita è un nuovo giro di danza.
Comunque non temete, quando l’avrò scritta bene ve la faccio leggere!”

Tutti i dettagli sulla nascita del libro si trovano sul sito:
https://unoceanoperculla.com/i-balocchi-incantati-di-alice/

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