Cerca

1oceanoXculla

figli misti, famiglie alternative ed idee geniali

Tag

prato

23 Marzo 2019: Prato Antifascista

Uno striscione alla manifestazione in Piazza Santa Maria delle Carceri

Oggi è il 23 marzo. E che giorno è, il 23 marzo? È il primo sabato di primavera.

E oggi sembra davvero primavera: c’è il sole, il cielo sgombro, l’aria fresca, le margherite nei prati. Sarebbe un sabato perfetto per andare a passeggiare sulla ciclabile, lungo il Bisenzio, fino ai giardini pieni di giochi per i bambini. Si dovrebbe andare a girellare oggi, invece non si può, perchè la città è blindata, il viale lungo il fiume è chiuso, i parcheggi sono proibiti e c’è la polizia ad ogni incrocio. Ah sí, c’è anche un gruppo di ignoranti che oggi faranno loro una delle nostre piazze; e non è un’offesa, lo dico nel senso latino del termine: essi “ignorano” che ciò che faranno è considerato reato per la Costituzione del nostro Paese, quella Patria che tanto esaltano e che dicono di voler difendere.  Infatti non propongono una manifestazione per celebrare la nascita dei fasci di combattimento, no, offrono una manifestazione contro l’immigrazione clandestina; sarà per questo che vanno a manifestare davanti al tempio buddista alle spalle della nostra China Town? Mi piace dire “nostra” perchè ormai da decenni China Town è parte della città, così come la zona indiana e pure quella africana del centro, mentre albanesi e rumeni  sono più sparpagliati qua e la.

Tutti questi immigrati (clandestini o meno) sono parte di noi, i loro figli studiano nelle nostre scuole e ogni giorno – passatemi il francesismo – ci facciamo un mazzo tanto non soltanto per insegnargli l’italiano e tutte le altre materie (incluso quella storia in cui, per fortuna, ancora si ricordano i disastri provocati dal fascismo), ma ci sforziamo anche di creare integrazione, compresione, si lavora sulla multiculturalità come ricchezza delle classi in cui gli stranieri sono oltre un terzo degli alunni.
Ma allora perchè c’è gente in città che vuole fare questa strana manifestazione? Beh, in realtà questi non sono cittadini nostri, è gente di fuori, arriveranno in treno e sfileranno fino alla Piazza, con le loro divise nere, le loro bandiere nere, le loro anime nere. Oggi sono loro gli stranieri che vengono ad oscurarci il primo, meraviglioso, sabato di primavera; che ci impediscono di andare a giocare a palla ai giardini; che obbligano i negozi a chiudere presto perchè tanto la gente non può circolare; che costringono tutti i corpi di guardia a dedicarsi a loro; che sporcano i muri e la memoria, che spesso è labile, ma non oggi, non per i pratesi.

I pratesi hanno nonni che son stati portati a morire nei campi di concentramento, zii che son stati arrestati perchè nascondevano i partigiani, nonne che portano ancora oggi addosso i segni delle torture, giovani zie che si lanciavano dai tetti pur di non farsi violentare dai fascisti e una medaglia al valor militare per la guerra di liberazione.
I pratesi sono dei brontoloni, son vocioni e parecchio sguaiati, ma è gente perbene, che brontola perchè crede nei diritti, vocia perchè vuole farsi ascoltare e, soprattutto, ama il colore e l’allegria. Quindi, oh uomini neri, prendetevelo pure questo pezzo di parcheggio che noi ci teniamo la piazza vera, quella bella, e trasformiamo le vostre offese in canti, il nero in colore, il dolore in una festa.

Ed è di nuovo Liberazione!

 

Annunci

SognaFirenzeSogna

images

Caro il mio piccolo blog abbandonato

perché le cose da fare si son moltiplicate, il tempo si é piú che dimezzato e il bisogno di scrivere é stato insanamente relegato a un “quando posso”.
E mentre il posso sembra non arrivare piú, in questo mese delirante mi sono almeno presa una piccola rivincita: ho ricominciato a leggere!

Per caso, ho trovato un libro in italiano sul comodino dello zio (che é venuto da noi in vacanza). L’ho preso in mano e ho cominciato a sfogliarlo. E, per curiositá, ho cominciato a leggere le prime righe, che son diventate le prime pagine e poi i primi capitoli
E´ cosí che sto divorando questo gioiello incontrato per errore (dato che lo zio ha confessato che glielo hanno suggerito ma che lui non ha la minima voglia di leggerlo…) dal titolo “Acciaio“, di cui ho scoperto che l’anno scorso hanno realizzato anche il film.

A parte la voglia di leggere in italiano un libro vero, di quelli di cui puoi accarezzare le pagine rugose ed annusarle riconoscendo l’odore che ti ha accompagnato per tutta la vita, ho trovato casualmente un libro che parla in toscano, che mi fa sentire ancora di piú a casa e mi fa ripensare alle estati trascorse in Versilia coi nonni da bambina, mi fa ricordare i pantaloncini corti sulle gambe storte di mio padre alla ricerca di un riparo dall’afa e mi fa chiedere se mai mia figlia avrá la possibilitá di conoscere questa realtá…

L’estate toscana, con il pan coll’olio e la pomarola; il gelato del Circolo Arci che ti compra la nonna che, per l’occasione, non si vergogna piú di entrare in quel covo di comunisti bocioni; la pizza da asporto mangiata in giardino e poi una bella fetta di co’omero aí bardacchino di Piazza Mercatale. Le scarpinate sui colli alla ricerca di fresco, le gite alla “Buca delle fate” con maschere e pinne e poi una bella mangiata di pesce, e ogni tanto anche una capatina a Viareggio, non certo per fare il bagno, ma almeno una vasca sulla passeggiata e poi un trancio di pizza da Athos, che dopo 20 anni di pura margherita e cecina, ora ti fa scegliere anche un gusto diverso….

Sono quei dettagli, quelle cose inutili che spesso nascondi nella scatola dei ricordi insignificanti ma che, in realtá, fanno una vita.
La tua vita. La tua realtá.
Quella che non avresti mai pensato di sognare per nessun altro e, allo stesso tempo, non avresti mai pensato potesse restare solo un sogno, un ricordo. E invece, all’improvviso, hai paura; paura che la tua bambina non potrá mai avere la possibilitá di conoscere questi dettagli, queste “insignificantezze fondamentali” per farle entrare nel cuore le sue radici lontane: la toscana, le vacanze al mare in un’estate di agosto e non di dicembre, le vecchie in ciabatte sulla strada alla ricerca del fresco, un buon libro sotto l’ombrellone e

la cittá piú bella del mondo… 

Vaccini cap.2

Per la serie “a volte ritornano”, eccoci di nuovo a parlare di vaccini.

Presa la decisione di tornare in Perù, la pediatra ha detto che avremmo dovuto fare anche il vaccino per la tubercolosi (che, come faceva notare Fede in un commento, a Londra ad esempio è obbligatoria), quindi ho preso l’appuntamento ed ho scoperto che…il vaccino è efficace solo se fatto entro il 5° mese di età, quindi per noi è già troppo tardi!
E allora?
In questi casi bisogna prima fare il “test mantoux” – l’iniezione di una piccola quantità di tubercolina per vedere la reattività ad un eventuale contatto col batterio – e, in caso di risposta negativa, si può passare alla vaccinazione, che però da una copertura soltanto del 30% circa.

La prima reazione è stata naturalmente di FASTIDIO perché la pediatra è stata un po’ … distratta.
La prima volta che siamo andati in Perù la mia bambina aveva 2 mesi: perché non me lo ha fatto fare allora?!  Domanda da fare appena la vedo, chiaro, con annessa tirata del suo capello rosso fuoco.
Ma poi l’altra riflessione è venuta la mattina in cui siamo andate a fare il famoso test: nella sala d’attesa c’erano 3 bimbi albanesi, 2 russi, un folto gruppo di africani (bambini e adulti) ed una piccola pachistana. Era forse un evento vedere tante nazionalità riunite nella stessa stanza? Assolutamente no. La nostra città è fortemente multietnica ed i bambini “italiani di genitori italiani” che incontriamo, sempre meno. Ecco allora che, come si diceva in un altro commento, non solo chi viaggia va verso il batterio ma spesso è il batterio stesso che viene “importato”…

Comunque, dato che eravamo in ballo, abbiamo “ceduto” anche all’epatite A che, oltre ad essere consigliata per certe zone tra cui appunto il Perù, era stata appena diagnosticata ai nostri cuginetti, quindi, anche in questo caso: vaccino si!

Meglio aver paura che buscarne, si dice da queste parti…

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑