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Scopri l’errore…

La perfezione non esiste

e spesso bisogna fare buon viso a cattiva sorte, ammettiamolo.
Quindi, cercando di essere il più onesta ed obiettiva possibile, passerò ora ad elencare le cose buone e quelle meno buone che mi sono toccate per questa nuova Festa della Mamma che, come già detto più volte, risulta essere qui quasi più importante del Natale, ecco.

Cominciamo col ricordare che abbiamo cambiato di nuovo asilo (e siamo a 3 in 5 anni di vita, non male eh!) e adesso ci troviamo in un semi-steineriano in cui si unisce (o almeno ci si prova) la pedagogia Waldorf con le tradizioni incaiche riviste in chiave statunitense. Bel casino, no?!
Comunque, la dinamica della celebrazione é più o meno la seguente: all’arrivo i ragazzi delle medie ti accolgono all’entrata e ti portano a braccetto fino al patio in cui si svolgeranno balli e canti, qui ti fanno sedere e ti regalano una spilla con fiore di plastica da attaccare all’occhiello.
Dopo un po’, quando teoricamente ci siamo tutte, ti invitano a passare in un’aula in cui vengono esposti i lavorini fatti dagli alunni durante l’anno.
Questa attività si chiama Porte Aperte, ma in realtà le aprono e chiudono alla velocità della luce e solo miracolosamente sono riuscita a scattare un paio di foto…

disegni waldorf
Disegni degli alunni
lavorini waldorf

Prima di iniziare con i numeri degli studenti si comincia con la parte che io, onestamente, ABORRISCO: la “escolta” sfila nel patio davanti a tutti con la bandiera; poi si ferma e, mano sul cuore, si canta tutti insieme l’inno (peruviano prima, arequipegno poi) e come se non bastasse, dopo questo compare un poliziotto, ma uno di quelli veri, che qui vanno in giro con le scarpe nere charol (!) e fa giurare questi poveri ragazzini “su Dio e sulla patria… e se così non farò, che Dio e la patria me la facciano pagare.

GIURAMENTO
GIURAMENTO

A questo punto voglio morire, ma non posso perché devo presenziare al numero di mia figlia. Quindi respiro profondo e ringrazio Dio e la patria che, essendo nel gruppo dei più piccoli, sarà la prima ad andare in scena. Naturalmente mi commuovo sempre, soprattutto oggi che la vedo tutta vestita made in Dora, ossia con camicia e gonna cucite a mano dalla mia cara nonnina, e il semplice balletto mi pare anche carino e divertente… finché non arriva la seconda parte, in cui naturalmente scatta l’immancabile reggaeton ed i bambini si trasformano in caricature di adulti tamarri che muovono il culo a colpi di bacino. Rischio l’infarto per la seconda volta.

E allora, direte voi, dove sta la parte buona promessa all’inizio?!
E’ che ad un certo punto ti chiamano per la consegna dei regali e se ormai sei abituata a pagare uno sfracco di soldi per farti comprare qualcosa che non ti piace, che non userai mai e che non porta con sé nemmeno l’essenza del lavoro dei bambini, scoprire che stavolta suddetti regali sono DAVVERO fatti a mano dai più piccoli, con materiale riciclato inviato giorni prima, ti fa finalmente venir voglia di dire: Obbravi!

Bottiglia colorata e fiori di stoffa fatti a mano
Centrotavola Waldorf fatto a mano
Centrotavola Waldorf fatto a mano
Biglietto Festa della Mamma
Biglietto Festa della Mamma

Solo una nota finale: sarebbe utile che qualcuno controllasse anche le decorazioni, prima di dare l’OK…
E si, anche se in ritardo,

Buona festa della mamma a tutti!

 

 

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