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Che siamo una famiglia di “riciclatori” lo avevamo intuito, ma che siamo anche tanto creativi…beh, ci fa sempre piacere riscoprirlo!

Ci eravamo rese conto che il babbo ha una strana passione per i calzini vecchi stravecchi: ogni volta che cerco di buttarli s’inventa una scusa per farmeli tenere ancora lì, tanto che ormai ho imparato a farli sparire di nascosto…
Ogni tanto però, ne salta fuori uno: magari fra gli attrezzi, perchè dice che lo usa per pulirli.
Di solito sono i suoi calzinacci di spugna, ma l’altro giorno invece ha fatto capolino dall’armadietto dei giochi un vecchissimo calzettino della nostra bambina; uno Walt Disney di quando era poco più che appena nata. E sapete cosa ne aveva fatto?

L’aveva trasformato in una deliziosa MARIONETTA!

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Si, sono bastati due occhietti di plastica, un bottone per il naso e dell’elastico per baffi e sopracciglia.
E devo dire che il risultato funziona: lui e sua figlia si divertono un sacco a giocare con questo strano animaletto…
Copiate pure l’idea e date libero sfogo alla fantasia che magari un giorno condivideremo uno splendido “zoo da piedi“!
Anche le mamme però possono riciclare i vecchi calzini e farne fermacarte, scaldapolsi, lampade e altro come potete vedere qui.

E come se non bastasse, ecco che una volta si è presentato a casa con un altro regalo completamente fatto a mano e davvero originale: un bambolotto fatto coi tappi delle bottiglie di vetro.
Per dovere di cronaca devo spiegare che sua madre ha un negozio di alimentari in cui le persone si fanno stappare le bottiglie e lasciano lì i tappi, che lei raccoglie tutti in una grande scatola di cartone (un’altra ricilatrice…). Sinceramente mi son sempre chiesta che diavolo volesse farci con quelle tonnellate di latta, ma il babbo mi ha dato una splendida risposta!
Non oso immaginare quanto tempo ci abbia messo per forare tutti i tappini uno per uno, passarli nel fil di ferro e dargli la forma di un ometto, ma sinceramente mi sembra proprio che sia venuto bene.
BRAVO BABBO!

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(Se anche voi collezionate tappi di bottiglie, ecco qui altre idee per riciclarli).

Infine, avevamo già parlato qui della super bisnonna che ricicla stoffe vecchie di decenni per dare vita ad originali pezzi da guardaroba, ma oggi vi voglio mostrare un’altra creazione dell’arzilla ottantenne:

mela ci è arrivato direttamente dall’Italia questo grembiulino ritagliato su un pezzo di tela regalato da una cognata che, quando lo vidi la prima volta mi fece rabbrividire: quel colore tossico per gli occhi e quelle meline acide…
“Buttala!” Fu la mia reazione immediata. E invece lei l’ha conservata e un bel giorno, chissà come, le è venuto in mente di cucire un grembiule che, in quanto a rifiniture, non ha proprio niente da invidiare ad un pezzo comprato in negozio.
Ed è anche riuscita a dare un senso alle mele avvelenate, riproducendole in grande sulle tasche.

Niente da dire: ci piace! (Soprattutto la nonna!)

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