Halloween-in-parrocchia

La religione, qualunque religione, dovrebbe insegnare tolleranza e rispetto.

Invece quando si avvicina Halloween eccoli lì i miei devoti amici che cominciano puntualmente a pubblicare cose tipo “i cristiani non devono festeggiare Halloween“. Ne ho già scritto in passato, ma torno a farlo perché quest’anno la risposta non viene da me ma dalla nostra parrocchia, che ha organizzato la festa per i bambini, per di più insieme alla Casa del Popolo.

Ho sempre pensato che il quartiere in cui sono nata, con tutte le attività che cattolici e comunisti organizzavano insieme, fosse lo scenario ancora vivente nell’attualità dei classici di Don Camillo e Peppone, così come ho sempre pensato che il nostro prete (per quanto io non sia più praticante ormai dai tempi della cresima) fosse un grand’uomo. E ancora una volta ne ho avuto la conferma.
Quest’anno, infatti, siamo stati invitati tutti alla festa di Halloween che si svolgerà in parrocchia dove, come recita il volantino, ci aspetteranno Macabre golosità di apprendiste Streghe e Musica Thriller. Si andrà tutti insieme a fare il giro Dolcetto o Scherzetto per le case del circondario che, quindi, si sono già munite dei doni da proferire a questi piccoli mostri sacrileghi e poi ci sarà anche uno spettacolo organizzato negli orti urbani, quelli che i vicini bisognosi hanno ricevuto grazie ai fondi dell’unione europea e gestiti appunto dal gruppo del Circolo.
Inoltre in caso di pioggia, specifica ancora il volantino, lo spettacolo con la strega risveglia vampiri si terrà in parrocchia. 

Ecco, indipendentemente dai vari credo, dai gusti e dalle idee che ognuno può avere in merito, questa iniziativa mi sembra comunque proprio un bell’esempio di tolleranza, altro che i volantini intimidatori che ero abituata a vedere per le strade del Perù. Noi parteciperemo senz’altro, lasciando che i bambini si divertano senza farsi troppi problemi e ancora una volta,

sono contenta di essere rimpatriata.