C’era una volta una piccola montagna

che sovrastava il grande parco di Galceti, in cui si andava a giocare da bambini e a visitare il Parco di Scienze Naturali per vedere gli animali tipici della nostra terra, primo fra tutti il cinghiale!
Quella “piccola montagna” ha una storia che inizia circa 100 milioni di anni fa e racconta di conti (i Guidi, gli Alberti, i Bardi…), del Medioevo e del Rinascinamento (con i suoi terrazzamenti, i mulini ed i giardini pensili); è ricca di grotte e doline, vegetazione e animali di tutti i tipi, fra cui ultimamente prevalgono “i Pratesi dell’aperitivo a Villa Fiorelli”, razza a me ormai quasi sconosciuta perchè quando lasciai la mia terra e la mia gente (quei pratesi, appunto) a Villa Fiorelli si festeggiavano solo i matrimoni e in Galceti si andava la mattina per fare forca a scuola, oppure il pomeriggio per giocare nel prato grande e qualcuno la sera a fumarsi le canne.

Due decenni dopo ci son tornata, esattamente un anno fa, per farci giocare i bambini. Mia figlia ed i figli di tutti i cugini e gli amici che, come me, son cresciuti lontani, ed hanno deciso di riunirsi proprio lì, nel pratone di Galceti per giocare sulle altalene, vedere i pavoni del CSN, fare merenda con le schiacciatine del barrettino di tutta la vita (e immancabile EstaThe dell’infanzia) e raccontarsi come vanno le cose lontani da casa.
E fra una chiacchiera e l’altra, io e mia figlia ci facemmo anche una scalatina del monte.
“Mamma, sembra il Misti“, diceva lei.

Beh, insomma, i meno di 1000 metri della Calvana sono incomparabili con i quasi 6000 del vulcano che ci sveglia ogni mattina, però l’amore che gli Arequipeñi provano per la loro montagna potrebbe essere lo stesso che provo io per quella catena che mi parla dell’infanzia, di famiglia e amici. Quindi, prima di scendere, decimmo di portarci via un po` di pietre, ben stipate nella valigia per il loro viaggio oltreoceano. Ma non era sufficiente tenerle sul comodino e guardarle ogni tanto, così ho deciso: che anche la Calvana diventi internazionale!

Ho portato la pietra da un artigiano peruviano e mi ci son fatta fare una bella collana, per portare sempre con me il sapore e l’energia di casa!

Che dite, vi piace?!

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