pulgaNon so perchè ho sempre sentito una passione per le cose vecchie ed i vestiti usati.

Sarà per la carica energetica che si portano dentro, perchè rappresentano comunque oggetti che vengono da un altro spazio/tempo o forse perchè fanno sentire me più vicina al mio vero tempo, che sicuramente è un tempo passato e antico.

Ricordo che mia madre ha sempre aborrito i vestiti e gli oggetti di seconda mano, le scarpe soprattutto (e in realtà in questo concordo anch’io), criticandomi se mai dimostravo il desiderio di possedere un qualunque “cencio sudicio e sgualcito“. Per fortuna il vivere tanti anni fuori casa mi ha permesso di dotare il mio guardaroba di alcune di queste perle raccattate qua e la, soprattutto quando vivevo negli States, dove si sa che thrift and charity shops la fanno da padrone.

Boston 2009. Nuotando fra i vestiti con Soni

Fatto sta che qualche giorno fa ho deciso di fare un’incursione al mercato dell’usato del Avelino per cercare delle cosine per la mia piccina, soprattutto pantaloni e magliette da distruggere all’asilo, dato che la maggior parte di quelli che ha sono già distrutti e, onestamente, comprare nei centri commerciali di questo pianeta non ha senso. Milioni di t-shirt tutte uguali, che costano quanto un vestito buono da adulto e di buono non hanno niente perchè alla seconda lavata escono già con i buchi oppure si scuciono ancora prima di essere lavate.

Così ci siamo avventurati e… ho scoperto il paradiso! Milioni di stracci in decine e decine di bancarelle una dietro l’altra, anche se io preferivo quelle in cui le cose erano buttate per terra, direttamente sulla balla in cui erano appena arrivate. Adesso, a onor del vero, devo confessarvi che quelle balle sono le stesse in cui tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo messo qualche pezzo che non volevamo più da regalare ai poveri bisognosi del Terzo Mondo. In realtà non ce li regalano, qua nel Terzo Mondo, ce li vendono seppure a prezzi stracciati dopo che i grandi trafficanti doganali li hanno comprati direttamente dalla Croce Rossa

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Comunque, io mi sono lanciata su quelle grandi montagne in cui devi scavare per ore alla ricerca del pezzo giusto. E ion e ho trovati, di pezzi giusti! Oltre alle magliette, i pantaloni nike, i piagiami di felpina (che scusate ma mi fanno impazzire), ho realizzato anche il suo sogno di tanti vestiti da principessa, come dice lei, che probabilmente metterà due volte nella vita, ma dato che costavano solo 2 soles l’uno, il portafogli non noterà certo la differenza.

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Ovviamente ho ceduto anche allo schifoso vestito Disney, ribassato addirittura a 1 sol, mentre mi è costato 35 quello scelto per il suo compleanno.

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Vabbè, almeno è bellino, tenuto benissimo e l’ha scelto lei. Un peso in meno in vista della festa ormai vicinissima ancora tutta da organizzare…

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Naturalmente non sono i vestiti della nonna, ma tanto quelli ci arriveranno fra poco direttamente dall’Italia e allora vi farò una nuova lista… In conclusione, io mi sono divertita un sacco, mi sento soddisfatta e, in barba a mia mamma, posso dire che:

Usato è bello!

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