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E anche questo Natale é ormai alle porte.

dicembre ma in questo emisfero é estate. Ed é anche Natale. E dato che la festa piú commerciale del mondo é ormai standardizzata, anche qui le decorazioni sono le stesse che in qualunque altro angolo di mondo che ho conosciuto finora: abeti (rigorosamente di plastica) inondati da tonnellate di palline di plastica; babbo natale di plastica con i cappelli pelosi attaccati alle finestre, migliaia di lucine sonore made in China che fanno venire il mal di testa sulle porte dei negozi e poi plastici pupazzi di neve, per ricordare anche a queste persone che non l’hanno mai vista, che la neve esiste!
Il massimo é stato trovare, in un negozio, le renne luminose che mi ricordavano le decorazioni della prima casa americana in cui ho vissuto, e in cui arrivai proprio in questo periodo.
Anche le vetrine mi lasciano perplessa perché gli alberi ed i pacchetti regalo a mó di decorazione, campeggiano sotto bikini e magliettine senza maniche. C’é soltanto un negozio che non si discosta troppo da quello a cui sono abituata perché, vendendo soltanto prodotti di lana, porta con sé l’idea dell’inverno comunque e la catena di kuna ha deciso di addobbare le sue vetrine con degli enorme alpaca di legno.

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Insomma, é nutile dire che tutto questo NON mi aiuta certo a sentire il clima natalizio. Ma tant’é. Il 25 ariverá anche qui e, anche se per me non ci sarebbe nulla da festeggiare (la mia famiglia sta dall’altro lato del mondo, i miei carissimi amici anche e credo piú nella Dea Madre che in un dio padre), la mia piccina si merita comunque il miglior Natale possibile!
Quindi ci siamo fatti forza e abbiamo cominciato a sgomitare fra la miriade di gente che inondava i centri commerciali del “tutto al 50%” o “3 x 1” alla ricerca di albero, decorazioni e regali.
Noi abbiamo trovato quest’alberello di 1,20 m. ad un costo ragionevole; delle lucine leds per illuminarlo e poi mi sono rifiutata:
– prima di comprare un tappeto per la base che costava 3 volte l’albero;
– poi di comprare quelle orribili palline tutte uguali che venivano in pacchi da 50 in sú.
Le decorazioni le facciamo noi!” – ho detto.
“E quando pensi di finirle?!” – ha chiesto la mia amica, consapevole del fatto che trovo a malapena il tempo di stendere la lavatrice…
Il 24! ” – ho risposto convinta.
Invece finiremo prima anzi, diciamo che abbiamo giá quasi finito!

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Fortunatamente in casa non manca mai materiale per il fai-da-te, e di questo devo dare grazie a mio marito, anche se ogni volta che lo vedo arrivare carico di nuovi “aggeggi” scuoto la testa e gli dico “ma perché?” Perché un giorno si riveleranno utili. Ed ha ragione quasi sempre…
Questa volta poi si é davvero superato: aveva nascosto da qualche parte un grosso sacco di palline di polistirolo di tutte le dimensioni (c’era anche un bastone lecca-lecca!), nastri di stoffa di tutti i colori e cappello+barba di Papá Noel.
Quindi ci siamo messi subito all’opera spartendoci i compiti:

PER LUI: palline di polistirolo, ricoperte di carta crespa e fermate con un fiocco di stoffa. Alcune le ha anche usate per creare pupazzi di neve coi capelli rasta o quant’altro svegliasse la sua immaginazione.

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PER ME: pannolenci di tutti i colori, forbici, colla a caldo, ago e filo.
Facendo un giro in rete ho trovato una miriade di disegni diversi da poter copiare e reinterpretare, quindi mi son messa a ritagliare e poi incollare con l’aiuto della Regina della festa, che disegnava le faccine di gnomi e pupazzi, sceglieva i colori per i dettagli e poi attaccava e staccava in continuazione dall’albero le nostre creazioni.

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Ora, a parte il fatto che sono molto soddisfatta del nostro alberello (non ancora completo) assolutamente originale e unico, é stato divertente lavorare tutti insieme e soprattutto coinvolgere la piccina che, per quanto sia giá al suo 3* Natale, probabilmente per la prima volta si rende conto e comprende. E ora aspetta con ansia l’arrivo di quel signore vestito di rosso che abbiamo incontrato in un negozio e a cui lei ha voluto assolutamente regalare un gelato dicendomi:

Mamma, ora sono felice!”

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