Il primo compleanno di Mattias è stato la scusa perfetta per un fine settimana Meraviglioso!

Il mio nipotino colombiano è nato quando ormai avevamo già un piede sull’aereo, quindi non eravamo ancora riusciti a conoscerci di persona e ora non potevamo assolutamente perderci la sua festa di compleanno. Così siamo partite, io e la mia bambina, alla volta dell’Emilia, con il necessario per stare fuori un paio di giorni.
Ormai ho imparato per esperienza a portare sempre un cambio extra, un pannolino in più, un libro per distrarla in caso d’emergenza e stavolta mi son dovuta preoccupare anche del pigiama!
Si, perchè noi non eravamo le uniche ospiti a dormire lì: ci sarebbero state ben altre 4 persone arrivate dalla Spagna solo per festerggiare il pargolo. La mia amica aveva pensato di avvisarmi così, quasi per scrupolo, ma a quella notizia dissi: 
– Accidenti! Allora dovrò portare il pigiama… –
– Si, portane uno decente – aggiunse lei ridendo.
E d’improvviso mi trovai a riflettere:  

  • Gli unici piagiami “decenti” che ho qui sono estivi: quelli comprati per il parto
  • Quelli decenti invernali sono tutti in Perù
  • Poi ci sono quelli “indecenti” in senso buono, ma non mi pareva il caso nè la circostanza (!)

Per la serata rimediai con un pantalone Abercrombie rosa ed una maglietta a maniche lunghe, ma ormai il tarlo era entrato nel profondo della mia mente e scatenò tutta una serie di elucubrazioni su:
Usi e Costumi delle “mise” da notte nel mondo“.
Forse le mie compagne di sonno si sentirono osservate quella sera e la mattina successiva, ma approfitto ora per spiegare che non era nulla di personale, solo uno studio antropologico!

Prima di tutto mi resi conto che non mi ero mai preoccupata tanto della questione, nonostante in passato abbia dormito nelle situazioni più strane, imprevedibili ed impreviste. O forse proprio per questo. E d’altra parte i miei “compagni di pigiama” sembravano sempre fare altrettanto. O forse no?
Forse quelle tute improvvisate non erano poi così improvvisate? Forse la t-shirt da notte era in realtà un oggetto preziosissimo e assolutamente dedicato allo scopo! Forse quelle persone avevano addirittura un “armadio dei piagiami”, uno per ogni occasione. Forse mi ero sempre sbagliata nel valutare i modi di dormire delle persone… O forse invece questi modi rispecchiavano perfettamente il carattere di tutte quelle persone che, per caso o per sbaglio, son capitate a dormire vicino a me.

Propendo decisamente per la 2° ipotesi e porterò solo 3 casi indicativi:

1.        La compagna di stanza che dormiva coi pantaloni indiani di cotone, poi si alzava ed andava a lavorare con gli stessi pantaloni. Si, lei era proprio così: una fantastica free-k di quelle vere!

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2.        La compagna di Master che al mattino stendeva con infinita cura un babydoll super sexy sulla spalliera della poltrona della stanza, accanto al letto e rivolta verso la porta d’entrata. Anche lei era così: una vera femme fatale.
Ah, non so se sia un dettaglio importante ma…in quella stanza dormiva sola.

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3.       Il coinquilino più fantastico che abbia mai avuto (uno dei pochi che lo usava, tra l’altro), che sopra al pigiama si infilava i vestiti ed usciva di casa. Dice che gli teneva caldo. E la sera doveva solo spogliarsi, senza rivestirsi. E anche lui è proprio così: un vero folle!!
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Quindi, a questo punto della mia analisi, mi restavano solo una domanda e una costatazione.
La domanda è:
Ma IO che tipo di piagiama sono?
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E la costatazione è:
Troppo più facile per gli uomini. Loro dormono o coi pantaloncini da calcio. Così non vale…
 
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