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…ed eccoci qua, di nuovo dall’altra parte dell’oceano e con il tempo che incredibilmente scarseggia!

Il viaggio stavolta é stato un pó piú convulso del solito….
L’aereo partiva da Bologna e l’ultima tremenda nevicata, l’aeroporto chiuso 2 giorni prima e la paura per la traversata tosco/emiliana sotto una tempesta di neve, ci hanno spinti a decidere di partire la sera prima.
Era domenica, quell’importante domenica in cui l’Italia era avvolta da quelle importanti (disastrose!) elezioni per cui avevo deciso di rimandare la partenza e sentirmi cosí partecipe all’evento.
Tant’é. Siamo andati a votare tutti insieme (io, la piccina ed i nonni); poi un saltino veloce a salutare un paio di zii e infine via sull’autostrada, con il portabagagli stracarico.
Si, perché quando ho fatto il check in online ho scoperto che Iberia mi REGALAVA ben 2 colli extra! Cioé, potevo partire addirittura con 4 valigie da 23 kg.
E se da un lato mi sembrava eccessivo, dall’altro non potevo perdere l’occasione. Allora ecco che mi decido per la via di mezzo: 3 valigie, di cui l’ultima preparata in fretta e furia e piena di pure cose meravigliosamente inutili!
Il cane che abbaia e cammina, il tappetino da bagno a forma di ippopotamo, la scatola di latta dei biscotti della nonna, i pennarelli lavalibili, la saliera di Keith Haring.
Insomma, un sacco di cazzate che mi avrebbero fatto sentire meravigliosamente “a casa“. Perché sinceramente non ho ancora ben capito dove sta casa…

Quando arrivo qua mi sento bene, ritrovo tutte le mie cose, saluto Apu Misti che amo tanto, vedo (pochi) volti amici, riconosco le strade e la puzza della cittá.
Ma quando devo partire dall’Italia, mi sento allo stesso modo che sto lasciando casa: nonostante non ci viva piú da secoli, c’é tutta la mia famiglia, le mie radici, i ricordi, gli amici (tanti) piú cari.
E poi c’é il mio cibo, di cui non posso piú fare a meno e infatti ficco sempre nel bagaglio un bel pezzo di Parmigiano!
Peró cosí va la vita, e cosí andiamo anche noi, costretti a dormire in un albergo (super trattamento e super prezzo, trovato su booking) a pochi km dall’aeroporto preparandoci per rivedere babbo!
Anche se per un attimo mi hanno fatto temere: arrivata a Madrid, sono andata al front desk di Iberia per chiedere se potevo avere un posto speciale, uno di quelli con le culle o comunque un pó piú comodo, dato che la signora che mi ha fatto il controllo documenti a Bologna mi aveva spaventato con un overbooking (oltre ad avermi mandato al gate sbagliato, senza dirmi l’orario d’imbarco e facendomi fare la supercoda nonostante tenessi in braccio una bambina e l’altoparlante dichiarasse che “l’aeroporto di Bologna vuole il meglio per i suoi clienti, per questo attiva un servizio di precedenza per le madri in attesa ed i passeggeri che viaggiano con bambini“.
“No. Se viaggia in economica deve fare la fila come tutti.” Mi aveva detto invece questa vecchia repressa.
Allora a Madrid mi faccio un’altra fila di 45 minuti per chiedere ed ecco che mi fanno venire un altro infarto:
“Lei é residente in Perú?”
“Si, sto giusto andando a ritirare i documenti.”
“Ma se non ha con sé i documenti non la fanno imbarcare…”
E poi va beh, un paio di telefonate, controllo degli infiniti timbri di entrata e uscita dal paese e tutto a posto. E almeno cosí il tempo d’attesa é volato!

Saliamo su questo aereo, invaso dai bambini e molto piú piccolo rispetto a quelli di KLM e vado verso il mio posto. C’é seduto un ragazzino, biondo e blancon che mastica la gomma e vuole mandarmi a sedere vicino al finestrino. “Per me non ci sono problemi, ma ti faró alzare mille volte perché con la bambina, sai com’é…”
“Non ti preoccupare – fa lui – io ho un problema alla schiena e non posso stare seduto per piú di un’ora. Per questo volevo cambiare.”
Cominciamo bene…penso io. E invece anche qui un angelo mi ha assistito: pochi secondi prima della partenza, l’hostess mi ha chiamato per spostarmi: c’erano due posti disponibili e cosí saremmo stati tutti piú comodi.
A parte il mio povero vicino, che ad un certo punto si é ritrovato un bicchiere di succo di frutta rovesciato sui pantaloni…
Meno male che avevo portato 2 cambi nel bagaglio a mano. E meno male che lui era cordiale: continuava a sorridere, questo spagnolo, nonostante tutti i calci che, per errore, gli arrivavano di tanto in tanto.
E poi mi ha raccontato che lavora per un’impresa che ha messo in moto un grande depuratore d’acqua nella costa del Callao di Lima dove, nonostante tutto, si continuano a scaricare interi camion di spazzatura direttamente in mare! Eravamo anche vicini di facoltá, 10 anni fa, quando studiavamo entrambi all’Universitá di Valencia e sarebbe un contatto interessante per fare un bel documentario sull’inquinamento in questo paese, dove il tanto proclamato amore per la Pachamama é stato ormai sostituito in tutto e per tutto dall’amore per il denaro e il superfluo.
Ma so che probabilmente non lo rivedró piú, come succede con tutte le persone che conosci in aereo, con cui condividi un pó della tua vita, con cui fai un pezzo di strada insieme e poi ognuno continua il suo cammino.

Noi siamo arrivate a Lima.
Si scende.

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