Ho sempre amato il mondo del “FaiDaTe” (o i volgarmente detti “lavorini“) e quando insegnavo nella scuola di lingue di New York l’ora degli Arts&Crafts era la mia parte di lezione preferita!

Prima, appena avevo un pò di tempo, dipingevo e decoravo…
Questa è la mia statua orixà: la base è in gesso, dipinta con acrilici e sfregata con carte lucide per dare l’effetto metallizzato. Il vestito è ricavato da un resto di stoffa qualunque e gli orecchini applicati sono in plastica.

La mia scatola portacolori è di legno ed è decorata con una speciale pasta che va stesa con la spatola per dare quest’effetto rilievo. Le “gemme” applicate sono in plastica. Il disegno mi ricorda un (semplice) mandala:

Questo “quadretto” è il massimo del “riciclo“: la cornice l’ho trovata nella cantina di mio suocero e dipinta con una vernice trovata anche questa nella soffitta…la base è un pezzo di cartone, le stoffe usate sono ritagli raccolti qua e là, la scatola di fiammiferi è vera(mente) usata e tutti i dettagli applicati (secchi, mestoli, il sacco di farina) li ho presi dalla mia collezione di “alasitas” comprate alla Feria de las Alasitas di Puno!

(Las “alasitas” sono oggetti magici: rappresentazioni in miniatura dei desideri, vengono tuttoggi usati durante i vari rituali delle zone andine. Ormai vi si trova veramente di tutto: dal cibo, alle macchine, ai negozi, alle bambole, anche mattoncini in miniatura e calce per costruirsi la casa come si vuole! n.d.r.)

Anche il tavolo-soprammobile è praticamente un portafortuna perchè anche questo è fatto a base di pure alasitas: un tavolo di legno, un pezzo di tovaglia, piatti di ceramica in miniatura su cui ho dipinto tipiche leccornie arequipeñe (papa a la huancaina; pastel de papa y rocoto relleno). Poi una scatolina di frutta sciroppata e 3 semi di guairuro (o huayruro) che fanno sempre bene!

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