A soli 4 mesi Ginevra ha già partecipato al suo primo “despacho” anzi: era dedicato proprio a lei!
Roba da far invidia a tutti gli psico-tici-sciamani!

Naturalmente con un nonno sciamano c’era da aspettarselo, anche perchè ogni volta che andiamo in Perù ci regala sempre un bel rituale per la famiglia.  E stavolta è toccato a lei: un rito semplice, con poche persone e soltanto un paio di kintu a testa(le tre foglie di coca unite da grasso animale che si usano in dono alla Pachamama), uno per ringraziare e un altro per esprimere un desiderio, o meglio, per fare una richiesta alla Madre Terra.

Inutile dire che la cosa più preziosa per cui ho voluto ringraziare è stata la mia pargoletta…e quando poi è arrivato il momento di chiedere qualcosa, mamma e babbo hanno fatto le veci della piccola ed abbiamo soffiato insieme sul kintu fatto per lei.

Il clima era tranquillo, anche se dice il nonno che all’inizio la terra era un pò restia: quando babbo è uscito a preparare il fuoco, le fiamme hanno cominciato a zigzagare in cerca di fuga…e ricordo bene che quando la Terra non vuole saperne è un casino!
Una volta abbiamo dovuto “combattere” un sacco con la nuvoletta di Fantozzi che cercava in ogni modo di spegnere il falò…ma alla fine tutto si mise a posto. Come anche stavolta: è ritornata l’armonia e allora ci siamo goduti le preghiere in quechua, le facce attente dei presenti, la serenità della piccola seduta sul letto davanti al piano su cui erano disposti oggetti rituali, doni ed i bicchieri con la chicha rossa e quella bianca. Lo zio ha voluto che la provasse anche lei, per lasciare anche il suo segno nella cerimonia, e allora io le ho bagnato le labbra con una goccia di nettare.  

Alla fine, quando il cerimoniere è uscito per mettere tutto al fuoco e compiere così il “pago a la Tierra” Maria, l’ostetrica che aveva seguito la gravidanza fin dall’inizio, non riuscì a trattenersi: sbirciò nel patio e disse che il pacchetto bruciava proprio bene! Buon segno, ma io ne avevo ricevuto un altro: fuori dalla finestra, proprio davanti a me, vidi scoppiare un paio di fuochi d’artificio che colorarono il cielo di Arequipa di rosso e giallo.
Passò un pò di tempo e sinceramente non avevo sentito i colpi che batte la Terra ad indicare che la cerimonia è finita però, mentre il nonno si stava alzando per controllare, si sentì il canto del gallo. Bel segno dato che era appena mezzanotte in punto.

“Perfetto, la Pachamama ha accettato il dono!” 
Sui volti di tutti si dipinse un sorriso e poco a poco si allontanarono soddisfatti, perchè quello significava che i nostri desideri sarebbero stati esauditi.

Grazie Pachamama!

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