La settimana scorsa è nata Bianca Arya ed è stata una sorpresa meravigliosa!

Bianca è la figlia di una cara amica che, proprio mentre io scoprivo di essere incinta, perdeva il suo primo figlio.
Per me fu uno shock terribile.
Prima di tutto perchè sapevo quanto lei avesse desiderato questo bambino e poi la gravidanza era andata bene fino quasi all’ultimo e naturalmente perchè adesso, essendo io in quello stato, milioni di dubbi e paure si accavallarono su di me.

L’arrivo di Ginevra fu insperato e impensato e l’accettarla in un primo momento fu un passo difficile. Più per suo padre che per me, dato che io non ho mai avuto nessun dubbio in merito, ma l’idea che forse avrei dovuto crescerla da sola complicava ancora di più le cose. 
E così, oltre agli ormoni che normalmente si sconvolgono, avevo anche tutti questi terrori sulla testa.
A volte la notte mi svegliavo in preda al panico e chiedevo a suo padre di controllare se il fagottino fosse ancora lì e stesse bene. Lui metteva l’orecchio sulla mia pancia e cercava di tranquillizzarmi…come se avesse il potere di “sapere”…eppure così mi sentivo meglio. Però la tranquillità arrivava solo quando la dottoressa mi faceva sentire il battito: allora si, tiravo un sospiro di sollievo! Ad un certo punto mio marito voleva addirittura comprarmi la macchinetta per il battito, tanto lo stressavo!

Invece alla fine andò tutto bene. Ma le domande nella mia testa continuavano a rincorrersi:
Perchè a volte succedono certe cose?
Perchè alcuni bambini decidono di abbandonare il cammino verso la terra? 
Di chi è davvero la responsabilità di quello che succede a questi esserini che crescono dentro di noi?
Cosa potevo fare io per evitare che questo succedesse anche a me?
E perchè l’universo decide a volte di mandare una creatura a chi non è pronto per accoglierla e toglierla magari a chi invece si era preparato tanto?  
Naturalmente non c’era una risposta. O almeno nessuna soddisfacente. Trovai un pò di “sollievo” soltanto in un libro consigliato da un’altra amica, anche lei in attesa: “I nove scalini”.

Qui si parla di reincarnazione e si considerano queste nuove creature come esseri che, per vari motivi, decidono di tornare sulla terra e scelgono non soltanto il momento ma anche i genitori, in base a delle esigenze tutte loro e indipendenti dalla nostra volontà. Si racconta anche di come, a volte, queste anime scelgono di tornare sui propri passi e per questo non arrivano in fondo, non attraversano “l’ultimo scalino”.
E così cominciai a pensare che anche la mia piccina aveva scelto proprio noi come genitori ed aveva scelto quel preciso momento perchè LEI ne aveva bisogno.
Alla fine ero onorata che una nuova creatura mi avesse prescelto come suo appoggio; ero felicissima della scelta di accompagnarla nel viaggio della vita nonostante tutto ed ero convinta che avrei dovuto fare – e dovrò fare – tutto il possibile per aiutarla a realizzare la sua missione qua sulla Terra.

Così posso accettare anche il fatto che Jacopo abbia semplicemente scelto quelche era meglio per LUI in quel momento e che comunque la sua presenza fosse necessaria, magari proprio per Bianca, e che per qualche strana ed occulta ragione la storia dovesse essere scritta in questi termini.
E dunque, semplicemente, mi sento di dire:
“Ciao Jacopo. Benvenuta Bianca!”

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