Qualche giorno fa è stato il mio compleanno. Il primo compleanno da rimpatriata. Una data, un evento a suo tempo tanto aspettato e immaginato e, inevitabilmente, completamente diverso dalle aspettative. Come dev’essere, perchè non è mai utile farsi delle aspettative. E allora, quando ormai davo per spacciata la possibilità di fare qualcosa di “speciale”, ecco che arriva un invito improvviso: passare una giornata alla Spa.

La piscina interna con idromassaggi

I miei cari e vecchi amici avevano preso i biglietti per trascorrere 6 (SEI) ore di assoluto relax in un meraviglioso centro benessere a 10 minuti da casa, Asmana. Solo loro, io e mio marito. Perchè l’ingresso è vietato ai bambini. “Che cosa terribile!” Commenteranno le supermamme paladine del vivere solo ed esclusivamente per i propri figli. E invece lasciatemi dire che, una volta all’anno (dopo tanti anni di maternità a tempo pieno no-stop),  una pausa relax di questo tipo ci sta proprio bene! Il centro Asmana, infatti, non è soltanto un luogo dove andare a farsi trattamenti di bellezza o idromassaggi, ma è anche ricchissimo di aree relax a tema (Marocco, India, Stanza dell’oro, Sala del Fuoco…) che decisamente si vivono meglio nel silenzio. Così come le numerose piscine, in cui puoi decidere di metterti a mollo in acqua salata o dolce, fredda o calda, senza correre il rischio di venire schizzati continuamente, o sorseggiare un cocktail al bar nel centro della  piscina senza ritrovartelo annacquato per il tuffo a bomba del figlio dei vicini.
Ovviamente, sempre nell’ottica di pace e relax, sono anche proibiti i cellulari! Babam! Ora sì, potete davvero gridare al sacrilegio, tanto quanto io ho gridato all’incredibile emozione di non vedere nemmeno una faccia da selfie in tutto il giorno!

Per un aperitivo rilassante, il bar in piscina

Quindi, dopo essere passati dallo spogliatoio misto (sì, uomini e donne usano le stesse panche prima di accedere alle cabine) con armadietti chiusi tramite braccialetto personale superintelligente, in ordine sparso ci siamo fatti:

  • Hammam (che di turco, rispetto a quelli veri dei turchi, ha solo il nome), raffreddamento prima nel tepidarium e poi nell’attigua piscina fredda (ma non troppo)
  • Sauna indiana (con musica giapponese) e raffreddamento nell’apposita piscina ghiacciata
  • Bagno sensoriale, ricoperti da tantissima schiuma al profumo di fiori, essenze e pace
  • Vari turni nella grotta con pioggia tropicale che ti arriva sulla testa da un’altezza di 7 metri , percorso Kneipp e cromoterapia
  • Rituale Ice Balls nella sauna delle erbe, dove un addetto rompeva palle di ghiaccio intrise di oli essenziali sui carboni ardenti mentre ci sventolava (per aumentare gli effetti dell’aromaterapia) con un asciugamano e passi di danza a ritmo di musica
  • Rituale delle campane tibetane e incenso, nell’apposito tempio in cui il silenzio della meditazione finale fu interrotto dal gorgoglio dello stomaco del mio vicino.

 

Il rituale con palle di ghiacchio nella sauna

 

Eh già, a quel punto il languorino cominciava davvero a farsi sentire così siamo andati a pranzo al ristorante. Non c’è alternativa: è proibito l’ingresso di qualunque vivanda e soprattutto è proibito mangiare in zone che non siano quelle dedicate alla ristorazione, dove puoi trovare primi e secondi piatti oppure panini e dolcetti per chi vuole fare uno spuntino più veloce. E cosa c’è di meglio, dopo pranzo, di una bella siesta? Anzichè farla in una delle tante sale relax però, noi abbiamo deciso di approfittare della zona infrarossi. Siamo andati a stenderci sui lettini su cui pendevano apposite luci che aiutano a rafforzare il sistema immunitario e tante altre fregnacce e che restano accese per cicli di 20 minuti. Poi, riposati e riscaldati a sufficienza, abbiamo deciso di goderci anche le piscine, sperimentando tutti gli idromassaggi possibili! Bolle nella piscina calda interna, bolle nella piscina calda esterna, bolle nella piscina fredda di acqua marina e, pare impossibile, ma le 6 ore erano già belle che andate…

La grotta con Effetto Kneipp

Ci rimaneva solo il tempo per una doccia (quelle sì, son separate), poi mi sono rivestita con l’immancabile vestito bianco – rituale di ogni giorno di ogni mio compleanno – e siamo usciti, pregustando già la cenetta al ristorante con la famiglia che mi aspettava.
Ero rilassata e lessata a tal punto che non mi sono nemmeno sopresa di scoprire che mia figlia era assolutamente sopravvissuta alla nostra assenza e prontissima per la sua lezione di nuoto. Ah già, prima del ristorante dobbiamo portare in piscina anche lei e allora…

Tanti Auguri a Me!

 

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