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Io e Gennaro eravamo amici.

Poi siamo anche diventati parenti, ma fondamentalmente eravamo amici.
Secondo un medium, abbiamo avuto un rapporto di alliev@/maestr@ durante varie reincarnazioni, ma la caratteristica comune a tutte è che eravamo amici.
Non ci vedevamo sempre perchè vivevamo ai poli opposti del pianeta, ma quando lui veniva da questa parte, passavamo ore ed ore a parlare e discutere. A volte di cose serie, a volte di sciocchezze, a volte di noi e a volte degli altri, del mondo intero. Quasi sempre facevamo progetti, sogni, alcuni dei quali son già stati realizzati mentre altri sono rimasti in parole o in appunti scritti qua e là.

Quasi tutti questi sogni avevano la forma di un libro.
Uno di loro, uno di quelli non ancora portati a termine, aveva esattamente la forma di QUESTO libro qua sotto:

Era un progetto di cui abbiamo parlato tanto, che volevamo prendere come ispirazione per qualcosa di simile ma più grande (Gennaro amava sognare in grande), in cui coinvolgere bambini e scuole, scrittura e disegno, storia e leggenda, mitologia greca e andina, e così via; ore ed ore di immaginazione e chiacchiere e lezioni da imparare e altrettante da insegnare.

Quando Gennaro se n’è andato per non tornare più, qualcuno si offrì di fare pulizia nella sua casa, per aiutarci a “mettere ordine” e conservare solo le cose importanti.
Ma che significa “importante“? E soprattutto, in base a cosa si decide?
ll libro in questione, che ancora sonnecchiava nascosto nella sua biblioteca da fare invidia a quella di Alessandria, non ha valore materiale, è vero, e forse nemmeno un interesse particolare per qualcuno, ma per noi si!
Per me e Gennaro, quel libro (che fortunatamente son riuscita a riscattare dal sacchetto delle cose inutili, prima che fosse portato via dagli spazzini), era importante. Eccome.

E non critico il fatto che chi ha cercato di dare una mano, ovviamente, non ne avesse idea, ma in generale penso che chi butta i libri nella spazzatura è proprio una brutta persona!
I libri si scambiano, si regalano, si “riciclano”, a volte si lasciano per strada, ben alla vista, cosicchè possano chiamare il loro nuovo custode, insomma: i libri si resuscitano, non si uccidono! Mai!
Quindi tremate, assassini di parole e pensieri, perchè la mia maledizione cadrà su tutti voi, esseri incoscienti:

Lunga vita ai libri e al rogo tutti i Giulio Cesari moderni!

 

n.d.a.: Ogni riferimento a fatti e persone è assolutamente reale, per questo i nomi sono stati cambiati o omessi.
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