Bentornati tapper!

Eh si, cosí si chiamano (onomatopeicamente suppongo) i contenitori per alimenti che si usano per mandare il pranzo a scuola o al lavoro. In casa ne abbiamo una quantità esorbitante ma ultimamente non si usavano più, perchè la scuola offriva il servizio di un pranzo (teoricamente) bilanciato. E noi ovviamente usufruivamo del servizio.
Anzi, a dirla tutta, nel regolamento c’era scritto che il pranzo era obbligatorio comprarlo a scuola fino alla secundaria (le medie per intendersi) e che solo i più grandi potevano scegliere di portarselo da casa.
Poi però è venuto fuori che proprio la maestra dell’asilo portava da casa il pranzo per il suo figlioEalunno e allora sono cominciate le richieste (giustamente): “Ma perchè se lui se lo porta da casa, io devo mangiare quello che mi danno a scuola? Non mi piace!”

Quel “non mi piace” lasciava dubbi al babbo che, ovviamente, è abituato al sapore del brodo di trippa, mentre io (che le credevo perchè l’ho cresciuta a merende di pane e olio) ho continuato a spingerla per un po’ perchè… (egoisticamente, lo ammetto!) a me quel tempo faceva comodo!
Io non ho, come la maggior parte qui, la donna che aiuta in casa: preparo colazione, pranzo, cena ogni giorno; cerco di mantenere una casa decente; lavoro dal lunedì al sabato e una volta alla settimana faccio volontariato (un giorno vi racconterò anche di questo) e insomma, per me questo era un peso in meno ecco.

Ma ogni giorno era la stessa tiritera e quando arrivava a casa mangiava anche me… quindi abbiamo fatto un patto: chiediamo il menù della scuola e se vediamo che, effettvamente, ci sono cose non proprio allettanti, ti mando il pranzo da casa.
Ora, vedendo una merenda alle 10.30 am di brodo di zampe di pollo, pane e margarina o mais bollito, voi cosa avreste fatto?!
Io ho fatto un sospiro ed un lamento, ho rinunciato alle lezioni di yoga ed ho attivato la sveglia quaranta minuti prima del solito. Ho tirato fuori il suo portapranzo di Frozen e la meravigliosa valigetta di latta di Blafre portataci in regalo direttamente della Svezia!
Così, adesso, le mie giornate cominciano davanti ai fornelli e finiscono lavando i tapper per il giorno dopo.
E tutto questo mi ha dato l’ulteriore conferma che:

Non c’è niente di meglio che la DIETA MEDITERRANEA!

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