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Machu Picchu: meraviglia del mondo, una delle mete più ambite in assoluto.

Erano quasi dieci anni che non ci tornavo, e mi son dovuta stupire soprattutto di come le cose siano cambiate, in peggio. Mentre quelle (per me) brutte… son rimaste uguali.
Per esempio il treno che porta da Ollantaytambo ad Aguas Calientes.
É l’unica possibilità di arrivare a destinazione (salvo il famoso Cammino Inca – che dura 2 o 4 giorni – o la traversata dell’Idroelettrica, consigliata solo ad avventurieri e mochileros) e dunque é giusto separare, in questo viaggio, turisti e nazionali. Dato che ormai ho tutti i documenti in regola, stavolta sono riuscita a viaggiare al fianco di mio marito, seduta per terra, con mia figlia in braccio, in mezzo alle stoviglie dei pendolari che lavorano tutti e solo per il turista; quel soggetto comunemente definito “gringo” (termine che indica la provenienza generale di tutte le persone di pelle bianca, indistintamente) e considerato poco più che un limone da spremere fino all’ultima goccia.
Perché se é vero che per “noi” peruviani il viaggio (di m*) costa solo s/.10 (equivalenti a circa 3 euro), una poltroncina turistica 5 vagoni più in là arriva a costare la bellezza di $140 che vanno a finire dritti dritti nelle tasche dell’inglese Orient Express
Comunque, diciamo che ce l’abbiamo fatta e siamo arrivati alle falde della Montagna Vecchia (traduzione del nome dal Quechua).

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Vista della cittadella dalla Montaña Machu Picchu

Naturalmente bisogna avere già in mano il biglietto, per entrare, e questo biglietto (del costo di $60/70) va prenotato rigorosamente online, sull’unico sito incaricato di gestire la questione e in cui si può vedere la disponibilità di posti in tempo reale. Quanto prima si prenota tanto meglio, perché solo 400 persone (delle circa 3000 che entrano giornalmente) avranno la possibilità di salire sulla vetta del Huayna Picchu e poche di più potranno arrampicarsi invece sulla Montaña Machu Picchu. Per fare tutto ciò si hanno a disposizione 4 ore esatte, perché gli ingressi sono divisi in due turni rigorosamente controllati: il primo é alle 7, il secondo alle 11. Si firma l’entrata e anche l’uscita.
E come si fa ad essere sicuri di arrivare in tempo?! Ma perché ci sono i bus che, muovendosi in fila indiana come formichine sul precipizio, portano su i turisti a seconda dei loro turni, previo acquisto di un biglietto del valore di $24.

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Machu Picchu ore 7 am

Ed eccoci finalmente davanti all’immagine da cartolina che conosciamo tutti: questa magica e misteriosa costruzione che si staglia contro un cielo perfettamente azzurro, immersa nel verde brillante di una vegetazione inesistente solo pochi chilometri più in là e circondata dal nulla.
I visitanti del primo turno avranno la possibilità di vedere i resti avvolti dalla fitta nebbia del mattino che rende il tutto ancora più mistico, per poi scoprirlo diverso, poche ore dopo, sotto il sole brillante.
E naturalmente si sprecheranno i selfie di chi non solo vuole dimostrare il “c’ero anch’io”, ma anche apparire come sulla copertina dell’ultimo numero di Vogue

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Davvero si tratta di un luogo fantastico, con un’energia incredibile, peccato però che ci si debba muovere sempre cercando di scansare un gruppo e un altro e un altro ancora.
Insomma, l’esagerata quantità di gente che lo popola ogni giorno a me davvero non é piaciuta, ma sicuramente dimostra la funzionalità di un sistema (made in Cile) che l’ha trasformato in una vera e propria macchina da soldi.

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Tonnellate di turisti si inseguono sulle rovine

Ma se davvero il risultato é questo… la prossima volta che si farà un referendum per decidere la nuova Meraviglia del Mondo,

io sinceramente ci penserei due volte a votare per qualcosa che amo!

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