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In risposta a chi mi critica per essere scomparsa dal blog

E’ vero, non scrivo più da molto tempo, ma ciò non significa che per tutto questo tempo non abbia pensato, riflettuto, o men che meno condiviso. Anzi, forse è proprio perchè finalmente ho avuto modo di condividere davvero dopo tanto, troppo tempo, che ho preferito “viverlo” in maniera diversa.
Mi sono presa una vacanza, una lunga vacanza da tutto quello che ultimamente stimolava la ragione dei nuovi post e me ne sono andata (finalmente!) in Italia, a passare un pò di tempo con (quasi) tutti i miei cari, a respirare l’aria di casa, a mangiar bene (ed il risultato è evidente…), ma soprattutto a condividere. Pensieri, parole, emozioni che hanno avuto la possibilità di passare non più dalla testa alla tastiera, ma dal cuore alla bocca, perchè c’erano orecchie pronte ad ascoltare, piuttosto che occhi per leggere; mani da toccare, sorrisi e lacrime da sentire, corpi da abbracciare.

Cosa sto cercando di dire?
Che è bellissimo sapere che grazie alle mie parole scritte su uno schermo, tanti amici e qualche sconosciuto possono sapere come mi sento, cosa mi frulla in testa o fra i coglioni, commentare, pensare a loro volta e giudicare (perchè non ne posso più nemmeno di questa storia che giudicare è male; giudicare è umano e quindi io dico: “giudicate pure, gente, giudicate, che tanto all’inferno ci andremo tutti lo stesso!”).
Ma è ancora più bello, per me, poter esprimere quelle stesse cose seduti su un divano, intorno ad un tavolo al ristorante, stravaccati in un parco o sdraiati sul letto, davanti ad un altro essere umano, con cui puoi interagire in tempo reale senza la necessità di usare una cavolo di emoticon per cercare di trasmettere un pò meglio i tuoi sentimenti. Perchè basta uno sguardo, una smorfia, una carezza o un pugno (tanto per fare una citazione).
E allora mi sono semplicemente goduta un tipo diverso di comunicazione, quella diretta, umana, materiale che nella vita di tutti i giorni mi manca tanto.

Si, è la verità, ed è la cosa più dolorosa del vivere in questo strano posto; più dolorosa del sentirmi chiamare “gringa“, del farmi rubare al mercato, del dover crescere mia figlia a ritmo di reggaeton: mi manca disperatamente la comunicazione umana, la relazione con altri esseri umani che abbiano il semplice desiderio (ogni tanto, mica sempre) di perdere un briciolo del loro dannato tempo per comunicare guardandosi negli occhi, sia per spettegolare sui vicini o per instaurare una pesante discussione di filosofia, non importa, mi va bene tutto, basta fare due chiacchiere.
C’è qualcuno in zona disposto a metterci la faccia, anzichè l’ipod?!

Per un paio di mesi ne ho avute a bizzeffe, di gente intorno con la mia stessa voglia di stare insieme e chiacchiere sentendo il respiro sulla faccia.
Ne ho approfittato e mi ci son crogiolata dentro. Tutto qui.
Ma certo che ricomincerò a scrivere (anzi, ho già ricominciato pare), perchè scrivere è vita per me, sia sul blog, sull’agenda, sulla carta igienica in bagno o semplicemente nella mia testa (sempre per citare qualcuno…)

Insomma, ancora non vi salverete da me

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