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Erano almeno 6 anni che non facevo “un’estate all’italiana“…

Forse per questo, quando il tg parlava della moda dei tatuaggi non capivo bene. Perché io di tatuaggi ne ho solo due,  fatti a distanza di oltre 10 anni uno dall’altro,  in parti di mondo diverse, durante vite diverse e con significati diversi ma comunque (per me) profondi, o perlomeno significativi ecco. Insomma, due tattoo veri.

Ma quando sono arrivata sulla riviera romagnola, ho capito a cosa si riferiva il tg. Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare:  gente scarabocchiata come quaderni all’asilo e stampata come un quotidiano appena uscito; ho visto uomini e donne portare in giro il nome dei fidanzati,  dei figli o della vecchia zia Evelina con un’enorme voglia di farli (farsi?) vedere al mondo intero.  
E poi ho visto gente che aveva quelle stesse scritte marchiate a fuoco in punti strategici tipo: sotto il braccio; dietro l’orecchio sotto ai capelli; sul busto proprio sotto le ascelle o sul dito mignolo del piede. Insomma, punti strategici perfetti per nasconderli una volta lontani dalle spiagge, una volta vestiti e una volta diventati vecchi.

Ecco, adesso ho capito cosa sono i tatuaggi fatti per moda e ho pensato per un attimo, un momento fuggevole come quello in cui decidi di fare una cazzata del genere, che di queste persone non ti puoi fidare. Percezione personale, naturalmente, ma come diceva il saggio: non fidatevi mai di chi nasconde la faccia di Maradona tatuata sulla chiappa destra.

E io l’ho vista, credetemi!

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