primavera

 

Ancora di tempo e cambiamenti.

Perché il tempo li porta inevitabilmente con sé, i cambiamenti…
E allora dopo un anno che non rivedi casa, quella che davvero é la tua casa e le persone che la rendono tale, ti sorprendi a riconoscere ció che é immutato e quello che invece cambia, é giá cambiato e continuerá a farlo.

Mi guardavo intorno, rientrata in Italia per una vacanza/lampo da consumare prima di cambiamenti lavorativi in arrivo, e vedevo il cielo azzurro in cui si paravano i lampioni, ma non i gomitoli di cavi aggrovigliati a cui sono ormai abituata…
Camminavo per strada e vedevo l’asfalto dritto e piatto senza quelle buche che rischiano di farti rompere un piede ad ogni passo…
Attraversavo la strada sulle strisce pedonali e mi sorprendevo che esistesse ancora qualcuno che si ferma per farti attraversare, invece di accellerare per arrivare prima di te. Dove? Non importa, l’importante é arrivare prima.
E poi i clacson, che suonano solo in caso di necessitá e non di continuo, per avvisare che stai attraversando lo stop senza dare precedenza; per spingere quello che sta davanti a muoversi nonostante il semaforo sia rosso; per attirare l’attenzione del possibile cliente in cerca di taxi ad un chilometro o per far si che la gringa dai capelli biondi si giri a vedere quando sei (s)fig(at)o…
Chissá se il tempo cambierá almeno alcune di queste noiose abitudini!

Mi ritrovavo con gli amici di sempre, quelli che non sono cambiati affatto e continuano a vivere sempre allo stesso modo, sempre con quelle stesse meravigliose manie che ti fanno sentire che quello é ancora il tuo posto; e quelli che invece hanno cambiato tutto all’improvviso: casa, lavoro, auto, compagn@ e ti fanno sentire che in fondo non sei cosí diversa, sempre alla ricerca del cambiamento.
Cercavo di ritrovarmi con alcuni che in realtá non ne avevano voglia, o tempo, e altri che invece facevano i salti mortali per passare un paio d’ore insieme a te, a parlare e ridere di nulla. E poi c’erano quelli che non vedevi da 10 anni e che, improvvisamente, si materializzano e ti fanno ricordare di com’eri un secolo fa, di come eravate…

E quando la vacanza finisce bisogna per forza tornare alla realtá di oggi, quella che hai lasciato solo poche settimane fa e che non potrá certo essere cosí diversa… e invece é cambiata anche lei e non ti ci riconosci piú.
Per un momento ti senti un pesce fuor d’acqua da tutte le parti e ti chiedi dove sará il tuo posto. Ma poi arriva il tempo con la sua promessa che rincuora:

“Tranquilla, ci penso io. Io metteró tutto a posto, poco a poco. Devi solo accettare quello che é…”

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