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E oggi invece ho perso, dicevo, ma abbiamo perso tutti: la società, il sistema, il genere umano.

Io ho perso un’alunna, il mondo ha perso una figlia  preziosa.
Andrea aveva 15 anni, una lunga vita da vivere e una breve vita già vissuta, troppo difficile e pesante per il suo piccolo cuore triste, che ieri ha smesso di battere. Senza che NESSUNO se ne accorgesse fino al giorno dopo. Senza che NESSUNO la portasse all’ospedale quando si lamentava dei suoi dolori. Senza che NESSUNO sia andato a darle il bacio della buonanotte, l’ultimo.

La prima volta che la vidi mi sembrò un fantasma, in ogni senso. Finita la lezione andai subito in direzione a chiedere che problemi avesse:
“E’ evidentemente anoressica, potrebbe avere problemi ai reni (lo dissi per i suoi occhi) e mi sembra anche piuttosto depressa.”
Mi dissero che stavano cercando da tempo di mettersi in contatto con la madre (che naturalmente non aveva mai pagato un centesimo alla scuola), però arrivava a casa alle 8 di sera, continuando ad ignorarla, e che quando andarono a bussare alla porta di casa sua, la signora si fece negare.
La scuola stava pensando di sporgere una denuncia per abbandono di minore, ma non ha fatto in tempo.

Sinceramente non credo che quella denuncia avrebbe fatto molta differenza… quelle che io e mio marito abbiamo sporto personalmente, non sono mai state prese in considerazione: mentre scopro che in Italia ti vogliono togliere i figli se non li vaccini, io continuo a vivere in un paese in cui invece non te li tolgono nemmeno se li ammazzi di botte. Letteralmente. Estremi opposti, entrambi esagerati, come tutti gli estremi.
Allora ripeto, non credo che sarebbe cambiato nulla per la giovane Andrea con quella denuncia, ma il dubbio rimane: e se invece qualcuno si fosse mosso? Se per uno strano miracolo fosse successo qualcosa, questa disgrazia si sarebbe forse potuta evitare? E il senso di colpa è inevitabile. Quel leggero, silenzioso,viscido senso di colpa che si insinua lentamente nella tua coscienza e ti fa pensare che, in fondo, un po’ di responsabilità ce l’hai anche tu, ce l’abbiamo anche noi, tutti.

L’ultima volta che l’ho vista stava seduta sui gradini del piazzale, con una tazza di tè caldo in mano, rifiutandosi di partecipare alle prove del nostro spettacolino. Mi ha risposto solo con un movimento della testa: “Andrea, vieni! ” Il suo no silenzioso è l’ultima, tremenda, immagine di lei che mi porto via. Che mi porta via. Perchè è difficile rimanere insensibili davanti ad una notizia come questa. E per me è difficile anche rimanere impassibile davanti alla madre che, senza una lacrima, senza un capello fuori posto, si è presentata ora si, per la prima volta, a scuola, a ringraziare per i soldi che abbiamo donato per il funerale.
Avrei tanta voglia di gridarle in faccia che è un’assassina, una di quelle della peggior specie. Un po’ come me, che non ho fatto nulla per evitare tutto questo.
E l’unica cosa cosa che vorrei dirle, adesso, è:

Perdonami, per favore. Perdonaci, se puoi.

P.S. La foto di copertina è il meraviglioso, straziante, film che stavo guardando proprio durante la notte della sua scomparsa:”Mommy”
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