Mentre vedo che ad Arequipa continua ancora a crescere la “mia” Feria de las pulgas

(creata in vista del trasferimento in Italia e con la necessità di “disfarmi” di tutto il possibile perchè in valigia non ci sarebbe entrato granchè…), non posso dire lo stesso degli swap party, che invece non sono mai riuscita a far attecchire alle falde del vulcano.
Ma qui pare abbiamo preso tanto campo da diventare un vero e proprio business!

Io ho scoperto praticamente per caso l’armadio verde, addirittura leggendone su un blog spagnolo per rendermi invece conto che era un progetto tutto italiano. Un bel progetto in cui si scambiano capi d’abbigliamento (solo donna e bambino) come in un grande “swap party virtuale” (maggiori dettagli sul sito)
I prodotti vengono analizzati per attribuirgli un valore in stelline, a cui si aggiunge un costo che va da 3 a 15 euro massimo. Si trovano capi usati e nuovi con cartellino, di tutte le marche, divisi per taglie e stagioni.
Ovviamente, posseduta dalla mia passione/ossessione per il vintage e le 3R (Riuso, Riduco, Riciclo) l’ho provato subito!
Mi sono iscritta ed ho ricevuto subito 100 stelline omaggio per poter iniziare a comprare anche prima di aver inviato dei capi da scambiare e saperne il “valore”, cioè il mio budget stelline.

  • Ho scelto i vestiti che a mia figlia non stavano più, li ho lavati, stirati e messi in una scatola (li vogliono così, praticamente perfetti).
  • Ho prenotato il ritiro a casa per il giorno da me scelto e mi hanno mandato un codice a barre da stampare e attaccare sulla scatola.
  • Il corriere ha ritirato il pacco (la spedizione è gratis) e, una volta arrivato a destinazione, mi hanno detto che avrei avuto il “responso” in un paio di settimane.
  • Puntuali, sul mio profilo è apparsa la lista dei prodotti accettati e del loro valore in              stelline, oltre all’avviso che 2 capi erano stati rifiutati. Di questi capi dovevo decidere che fare: donarli ad un’associazione scelta da loro (sul sito si trova una pagina dedicata a HUMANA People to People Italia Onlus) oppure farmeli rispedire, stavolta pagando l’invio.
  • Adesso ho 124 stelline che posso spendere sul sito, scegliendo quello che voglio,  o accumularne altre con un nuovo invio di prodotti.
  • Per ora ho comprato 4 pezzi (di cui 2 nuovi e di marca) spendendo in totale 78 stelline e 22 euro. I capi sono arrivati a casa mia in pochi giorni, sempre gratis, in un’enorme scatola con il marchio e l’apertura facile per riutilizzo.

Risultato dell’esperienza: assolutamente positivo!
Il sistema funziona a meraviglia, si può scambiare quel che non si usa piu’ (o addirittura non si è mai usato, che con i bambini capita spesso…) e risparmiare un bel po`, oltre ad aiutare il pianeta.
E dato che il progetto spinge molto anche su questo – basti notare il nome – personalmente avrei forse scelto di limitare tutte queste spedizioni gratuite perchè ovviamente è allettante per il cliente (soprattutto la prima volta, quando non sa come andrà a finire…), però c’è anche il rischio che si lasci prendere la mano e spedisca magari in 3 trances quello che invece poteva dar via tutto insieme, oppure che compri “di più” perchè tanto c’è il reso gratis.
Ma io confido nel buonsenso dell’essere umano e so che chi sceglie questo tipo di acquisto, sicuramente alternativo al centro commerciale, ci penserà bene!

Tralascio poi qualche critica alle foto – deformazione professionale da ex responsabile visual per l’ormai stranota yoox.com – ma consiglierei di accettare metodi di pagamento alternativi alla carta di credito (io, per esempio, mi muovo soprattutto con paypal), però son dettagli perchè, come ho già detto, nel complesso sono soddisfatta:

che continui la produzione di stelline!

Annunci