Mamme Italiane nel Mondo – Prospettiva Editrice, 2018

Ci sono progetti che restano tali e altri che, invece, si realizzano rapidamente.

Uno di questi ultimi ha una faccia allegra piena di colore, una mole importante (420 pagine), ed un nome che dice già tutto di sè: Mamme italiane nel mondo.

Si tratta di un libro, un bel libro scritto da un gruppo di mamme che vivono lontane dal paese d’origine, di cui anch’io faccio parte. E’ un progetto nato quasi per scherzo e che invece non solo si è concretizzato, ma che sta addirittura superando le nostre aspettative! Si, perchè quasi ogni giorno compare una recensione nuova, un articolo di giornale (al momento è in lavorazione quello per Millionaire), un’intervista. (Leggetela qui per scoprire di cosa si tratta, come nasce e la sua finalità umanitaria, “scusa” perfetta per un regalo di Natale diverso e davvero meraviglioso).

Come meraviglioso è stato partecipare al progetto e oggi, quasi un anno dopo l’inizio dei lavori e un mese dopo la prima uscita, posso aggiungere nuovi tasselli alla lista del “cosa ho imparato dall’esperienza”. Tutte cose molto personali, che nascono dal profondo e nel profondo mi toccano. Come ad esempio la determinazione di queste donne (che per quanto dicano, sento spesso che a me invece manca), in particolare di Stella, curatrice del progetto, che ci ha creduto fin da quando lo ha sognato e non si è arresa finchè non è arrivata dove voleva (e chissà dove ancora vorrà arrivare…) portandoci tutte con sè.
Queste sono le due cose che vorrei far risaltare al momento (solo perchè tirarne fuori una di ognuna trasformerebbe il post in un altro libro):
VOLERE E’ POTERE e L’UNIONE FA LA FORZA.

Luoghi comuni, frasi fatte, pensierini new age. NO NO cari signori, qui si tratta della realtà!
Un bel gruppo di donne con una meta comune che hanno lavorato unite, nonostante tutte le loro differenze, e ce l’hanno fatta.
Per far parte del libro bisognava essere mamme, non solo donne expat, ed io sono diventata mamma sulle Ande, dove ero arrivata esattamente una decade fa, attratta anche da quell’idea andina di cui avevo letto tanto: la sorellanza.
Ecco, in maniera molto diversa dal previsto, sono riuscita oggi a sperimentare davvero questo modello utopico grazie alle 18 fantastiche compagne di viaggio con cui condivido l’esperienza e a cui voglio dedicare questo post (dato che finora non avevo mai parlato, qui, del nostro libro…)
Abbiamo collaborato tutte, ognuna secondo le proprie possibilità, senza mai voler primeggiare; abbiamo discusso senza mai mancarci di rispetto; abbiamo sempre messo tutto ai voti come in una vera democrazia; siamo rimaste unite nonostante le distanze spazio/temporali e ci siamo volute e ci vogliamo bene anche senza conoscerci di persona. Quindi oggi è a tutte loro che dico:

Grazie, per tutto quello che mi avete permesso di imparare.

 

 

 

 

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